Dott. Giuseppe Giglio – sociologo giornalista e scrittore
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Parte seconda - Cap.II –
Vogliamo risolvere
efficacemente, e con un alto livello di
occupazione e benessere diffusi fra tutte quelle popolazioni facenti parte
di Stati o Nazioni che, in
particolare si affacciano sul mar Mediterraneo, sia
dalla parte dell’Europa geografica che dall’Africa
Settentrionale fino a comprendere Israele, Libano e Turchia?
Dai Paesi facenti parte dell’Unione Europea ( con in primis, Portogallo e Spagna, Francia e Italia,
compresi Slovenia e Paesi balcanici,
fino a Grecia, a Malta e Cipro, per includere anche
E con tale boom di crescita economica e sociale di tutti questi Paesi dell’area mediterranea non si risolverebbe alla radice, in Italia e in Europa, il problema delle ondate migratorie di clandestini dai loro luoghi d’origine flagellati da carestie, mancanza di lavoro, guerre e odi etnici e tribali? E con un benessere diffuso, non verrebbero attenuate le tensioni xenofobe e razziste che hanno preso piede ovunque, sia in Europa che in Italia?
Evidentemente, occorrerebbe
che venissero affrontate e risolte due importanti questioni
di rilevanza internazionale:
a) quella della volontà politica degli Stati dell’Unione
Europea, nel loro complesso, di istituire un mercato comune dell’area mediterranea;
b) e quella di apprestare un
considerevole fondo sovrano di capitali
( con la partecipazione di tutti i grandi Stati europei, compresa
l’Inghilterra, e con la
utilizzazione dei petrodollari provenienti dai Paesi Produttori
di petrolio) per istituire, con grande lungimiranza profetica per la vera pace
mondiale di popoli e nazioni, il MERCATO COMUNE DEL BACINO DEL
MEDITERRANEO ( che in sigla può essere espresso con > MCMed).
E non basta, perché occorrerebbe operare nella direzione di utilizzare
i capitali prioritariamente per la realizzazione di:
a) infrastrutture (strade, ferrovie, viadotti, porti, abitazioni, scuole, ospedali, ecc.), vigilando sulle negatività dei vari impatti ambientali;
b)
formazione e specializzazione nelle nuove tecnologie
e nella ricerca di fonte energetiche
rinnovabili (pannelli fotovoltaici, in particolare = produzione
di energia “pulita”);
c) metodi di coltivazioni
agricole non deleteri per la salute sia dell’uomo che
delle specie animali, con una particolare
attenzione per i rimboschimenti ( e
per la prevenzione degli incendi) ed il monitoraggio della salubrità delle acque dei fiumi e dei laghi presenti nel territorio (*). Infine dovrebbe essere tassativo il
non ricorrere ad investimenti per armamenti e a
tutto ciò che potrebbe ulteriormente danneggiare l’ambiente
ed il clima in particolare ( vedi “ l’ effetto serra”,
l’aumento nell’atmosfera del CO2 e la gravità dei mutamenti
climatici).
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(*) “Dov’è la verità? – Le grandi sfide del Terzo Millennio”
Edizione 2006
– Cap.XII pag.178-200
§1. - DURATA DELLA RECESSIONE MONDIALE 2008
Se tutte le suddette condizioni ( vedi § 1
) potessero essere soddisfatte, allora sì che
l’attuale crisi mondiale 2008 potrebbe avere una prospettiva di soluzione
positiva nel giro di alcuni anni. In caso
contrario, la recessione potrebbe durare assai a lungo, con tutte le nefaste
conseguenze che essa genera: chiusura di fabbriche, disoccupazione
dilagante, crac di banche e di piccoli e grossi esercizi commerciali, mancanza
di liquidità, carovita crescente, penuria di generi di prima necessità, fino a
possibili rischi di guerre per l’accaparramento forzoso delle risorse da
parte di Stati militarmente più forti, non escluso l’uso di armi nucleari in Medio oriente (Israele, Iran, Pakistan, India, Cina, ecc.). Quali sono – a
livello regionale o di ogni singolo Stato -
le misure urgenti che l’Europa dovrebbero adottare, e
in particolare il governo italiano?
Unitamente alle misure di sostegno adottate dai governi americani ed europei (con ingenti somme, miliardi di dollari e di euro, stanziate alle Banche con perdite di liquidità), occorre sostenere anche le imprese (piccole e medie), adottando strumenti idonei ( particolari sgravi fiscali e una maggiore facilità al credito) da erogare alle imprese, al fine di favorire gli investimenti necessari alla produzione. E contemporaneamente sostenere lavoratori, famiglie e pensionati (detassazione su buste paga e pensioni), per incrementare i consumi interni e ridurre il carovita. Così, domanda (= consumi ) e offerta (= produzione) tenderebbero ad equilibrarsi e a generare una serie di periodi ciclici favorevoli, ovvero, anticongiunturali.
Ma tutto ciò richiede capitali finanziari,
ovvero tanta e tanta moneta. Dove prenderla? E come? La soluzione in teoria esiste. Occorre istituire nell’intero bacino del
Mar Mediterraneo - come prima fase del cammino della circolazione delle monete
nei mercati mondiali - una Fondazione Internazionale ad
hoc, la quale operi, attraverso le sue filiali
collocate negli Stati aderenti, allo
scopo primario di poter erogare più facilmente crediti ( e quindi prestiti) ad imprese e a famiglie per progetti di investimento che diano impulso
all’occupazione.
Però, per
poter erogare denaro in prestito, una
Banca deve possedere nelle sue casse una considerevole somma di capitali finanziari ( moneta, più
titoli, azioni, obbligazioni, buoni del tesoro, Bot, Cct,
ecc.). Come, perciò, essa può
procurarseli? Non certo, stampando moneta ( se è una Banca Centrale di uno Stato), ovvero biglietti bancari che immessi
in circolazione, senza che vi sia un corrispettivo aumento del valore della produzione reale, provocherebbe un rialzo dell’inflazione ( = aumento dei prezzi). E
allora? La risposta corretta è che nell’attuale sistema monetario e della
formazione dei capitali,
§ 2. - IL RISPARMIO MONETARIO A FONDAMENTO DEL CAPITALE
Siamo giunti
così a riconoscere nel RISPARMIO MONETARIO le fondamenta della
formazione del CAPITALE FINANZIARIO, indispensabile per gli
investimenti produttivi, con riflessi positivi sia in termini di profitti per
le aziende che dei salari per i
lavoratori.
Se tutto ciò è
vero, allora
bisognerebbe che le Banche sollecitassero i risparmiatori a depositare i loro
risparmi nelle loro casse, mediante il rilascio di particolari CARTELLE di deposito monetario, in cambio di un certo interesse. Ma non basta, perché parallelamente,
ma dal versante opposto, chi ha depositato il suo denaro in banca ed ha esigenza di
liquidità, può facilmente farlo tramite mezzi di
pagamento di moneta circolante, ovvero particolari
ASSEGNI.
Abbiamo così Cartelle H da una parte e Assegni H dall’altra. Ed è quello che andremo ad illustrare
presentando il funzionamento di questa istituenda FONDAZIONE INTERNAZIONALE-AREA Mediterranea ( FIAmed ), il cui principale scopo è la sua missione sociale, a salvaguardia della pace fra i popoli e fra gli Stati e le
nazioni. E nel fare ciò, faremo tesoro e menzione di quanto è stabilito
nelle TAVOLE COSTITUTIVE della FONDAZIONE UNIVERSALE
HALLESINT, di cui Agostino
Maria Trucco ( nato a Genova il
20-3-1865 e morto a Roma il 5-4-1940 ) ne è stato il teorico ed il fondatore, dedicando
la sua vita alla causa di riforma del
sistema
economico internazionale.
§ 3. - L’UNIFICAZIONE CREDITIZIA,
MONETARIA E COMMERCIALE DEL MERCATO
INTERNAZIONALE
§ 4 -
Essa potrebbe offrire al mercato dell’Area mediterranea“ un sistema contrattuale unificato di circolazione della ricchezza e dei suoi simboli che, rendendo reale il mercato ideale dell’economia classica, permette di elevare e mantenere in ogni tempo e luogo, la domanda all’altezza dell’offerta”(*), evitando così ogni crisi di sovrapproduzione ( con magazzini pieni di merce invenduta = mancanza di adeguati sbocchi commerciali) o di sottoproduzione ( con penuria di merce ed effetti speculativi e di aumento dei prezzi, con la conseguente aumento dell’inflazione, che, a sua volta, causa un incremento della povertà delle classi meno abbienti, non potendo queste sopportare monetariamente i prezzi troppo alti)
( Cfr. Riferimento Art. 3 delle Tavole Costitutive della Fondazione
Universale Hallesint)
§ 5. - IL DECENTRAMENTO della FIAmed (Fondazione Internazionale AreaMed)
Caratteristica
essenziale della FIAmed, che la distinguerebbe da ogni
ente finanziario conosciuto, in quanto risponde alla sua missione sociale e che
la pone fuori della concorrenza, è il suo “decentramento funzionale”.
Il decentramento assicura ai simboli H ( Cartelle e Assegni) la fiducia da parte degli operatori,
“perché essi vedono come proprio contraente
§ 6. - I
SIMBOLI HALLESINT: LE “ CARTELLE H ” E GLI
“ASSEGNI H ”
Le Cartelle Hallesint hanno la funzione di assorbire il risparmio esuberante e inerte, e
soprattutto di stimolarne la formazione specie nei Paesi ad alta
produzione, assicurando contro i rischi propri
dell’investimento, allo
scopo di permettere, attraverso la circolazione degli
Assegni, la trasformazione del risparmio stesso in nuovi
capitali.
La funzione,
invece, degli Assegni Hallesint è “ da una parte, di colmare la deficienza di valute estere
nei Paesi che per la piena valorizzazione delle loro risorse produttive hanno
bisogno di importare più di quanto non sono in grado
di esportare e – dall’altra parte, di assicurare ai Paesi più progrediti la vendita totale della loro
produzione, così elevando e mantenendo il commercio
internazionale al massimo livello”
(Cfr. Art. 44 delle TC della Fondazione Universale Hallesint )
§ 7. -
La moneta di conto “Hallis” regola la circolazione delle varie monete
circolanti nell’area mediterranea. Il
cambio iniziale fra la moneta di conto “Hallis” e le
singole monete nazionali è fissato in base al rapporto di
§ 8. - LE VARIAZIONI DEL CAMBIO DELLA MONETA
“HALLIS”
Il cambio iniziale dell’Hallis può essere variato rispetto a ciascuna moneta nazionale solo in aumento per deliberazione del Consiglio Direttivo della SCH ( Sede Corrispondente Hallesint); oppure dal Comitato Esecutivo della Fondazione Hallis ( in occasione della richiesta di nuove assegnazioni di simboli Hallesint, nei confronti della moneta del Paese della Sede richiedente).