CAP. III  PARADOSSI DELL’ATTUALE ECONOMIA MONDIALE 

 

Poniamoci  le seguenti domande: Perché  occupazione e agitazioni sindacali affliggono i Paesi industrializzati dove regna un relativo benessere, mentre in altre aree del pianeta intere popolazioni vivono nella più squallida miseria, spesso falcidiate dalla fame e dalle malattie?

Inoltre, in ambito del commercio  internazionale  (dove giocano i pesi della bilancia dei pagamenti tra esportatori e importatori di nazioni e plaghe geografiche differenti), perché  gli scambi fra due o più Paesi non permettono  a  tutta l’offerta del  Paese esportatore più sviluppato di essere assorbita dalla domanda del Paese importatore meno sviluppato  ( vedi i Paesi del Terzo Mondo o quelli, cosiddetti, in Via di Sviluppo) ?

 

Lasciando da parte giustificazioni etiche (ingiustizie sociali, eccesso di egoismo umano, insensibilità umana, ecc., anche se queste costituiscono fattori da non trascurare nella disamina delle distorsioni presenti nell’ economia reale), noi diamo una risposta tecnica ai due   menzionati quesiti, la cui spiegazione è di natura esclusivamente economica, ovvero, relativa alla scienza del mercato. E andiamo ad esplicitarla.

La ragione principale è che nei Paesi industrializzati “ la domanda di prestatori d’opera da parte degli imprenditori è inferiore alla offerta, cioè alla disponibilità presente sul Mercato” (*).

Un secondo motivo risiede nel fatto che  gli imprenditori  hanno  paura ad assumere nuovi lavoratori e quindi ad aumentare i posti di lavoro nelle loro aziende o fabbriche, per cui molti lavoratori, che vorrebbero prestare la loro opera, vanno a ingrossare le fila dei disoccupati.

In sintesi, mancanza  di liquidità monetaria (= i capitali) per possibili investimenti da parte degli imprenditori, unita alla loro paura di assumere i relativi rischi (*) legati  ai prestiti richiesti in banca

da una parte,  mentre dall’altra, impossibilità da parte di molti  lavoratori di poter entrare nel mondo del lavoro  e di poter avere  un  salario al fine di poter  soddisfare le esigenze della vita quotidiana ( cibo, alloggio, vestiario, acqua, luce, gas, ecc.).

Come si spiega tutto ciò, ovvero, qual è  il motivo per cui tale domanda degli imprenditori non riesce ad elevarsi all’offerta di manodopera da parte dei lavoratori,  per cui ristagna l’occupazione?

a)      Il motivo è che esiste un freno a simile meccanismo (domanda degli imprenditori da elevare all’offerta dei lavoratori), Questo freno è rappresentato principalmente  dalla non sufficiente   disponibilità di capitali finanziari, ovvero di liquidità monetaria, oltre che dal timore di affrontare i relativi rischi di un prestito da  richiedere in banca ( rischio  di immobilizzo, di investimento, di svalutazione; vedi nota a pie’ pagina)

b)      Inoltre, in ambito del commercio  internazionale ( vedi bilancia dei pagamenti fra esportatori e importatori di nazioni e plaghe geografiche differenti), non  si dà la possibilità – per mancanza o insufficienza di adeguati capitali, in particolare ai Paesi del Terzo Mondo -  di far assorbire tutta l’offerta del Paese esportatore più sviluppato all’altro Paese importatore meno sviluppato  (vedi i Paesi del Terzo Mondo o quelli, cosiddetti, in Via di Sviluppo) .

 

Ma se si potesse avere un modello di Banca ad hoc ( pubblica e a scopo sociale e non, perciò, a carattere lucrativo), in grado di incoraggiare l’imprenditore ad avere con più facilità  il prestito ad un tasso di interesse agevolato ( anziché elevato, come avviene nella prassi attuale), i  relativi  problemi sarebbero risolti.  In che modo?

Il denaro ottenuto dalla Banca ad hoc verrebbe utilizzato  dall’imprenditore nell’investimento. Ciò  procurerebbe  incremento nella produzione, con la richiesta di manodopera aggiuntiva e quindi un incremento nella occupazione di quei  lavoratori  che attendevano di poter lavorare e  di poter, così,  ricevere  un salario.  La stessa  spiegazione  vale anche per il secondo quesito posto all’inizio, quello riguardante i Paesi in Via di Sviluppo.

______________________________

(*) Ugo Berardinelli – L’economia esposta al popolo - Edizioni “Giustizia e Solidarietà”, pag. 7

Il rischio di immobilizzo (difficoltà a recuperare il proprio denaro in caso di necessità); il rischio di investimento ( perdita parziale o totale del risparmio investito), rischio di svalutazione ( riduzione del potere di acquisto della moneta) (Cfr.opera citata, pag. 7)