§ 3.LA SPIRALE DELL’INFLAZIONE E IL DISORDINE ECONOMICO E SOCIALE

 

Partiamo da un dato di fatto: quando c’è minaccia di inflazione, cioè di svilimento del valore della moneta per diversi motivi ( ad es. aumento generale degli stipendi agli impiegati dello Stato, oppure il rialzo dei cambi, oppure la notizia della stampa di moneta, ecc.) qual è il comportamento di gran parte della gente? Il naturale egoismo umano la spinge a comprare subito, liberandosi della moneta che si svaluta, per convertirla in beni reali. Così, a poco a poco si viene a determinare che una crescente massa di persone si riversa sul mercato per accaparrarsi i beni sui banchi di vendita. Sale così la domanda di specifici prodotti sul mercato. Il movimento diviene poi travolgente, in quanto l’inflazione e il rialzo dei prezzi determinano, a loro volta – con “effetto domino” - altri aumenti, di. altri beni (ad es. generi alimentari, in particolare pane, pasta, carne, pesce, uova , con frutta e verdura compresa , e poi vestiario, calzature, ristorazione, e così via.), con l’aggiunta di rincari di bollette relative ad acqua, luce, gas, telefono, ecc.) o del costo della benzina o dei biglietti dei mezzi pubblici ( autobus di linea, treni, pedaggio autostradale, aerei, navi, ecc. ecc.) E’ una continua corsa al rialzo dei prezzi! Questa è l’inflazione ( da domanda e poi da costi da parte delle imprese). Ma un eccesso di domanda di beni e servizi non è la causa prima dell’inflazione. Occorre ricercare la causa prima altrove. Seguiteci in tale ricerca.

 

L’INFLAZIONE

Qual e può essere la spiegazione tecnica di un tale fenomeno, quello dell’inflazione, ovvero dell’aumento accelerato dei prezzi delle merci e dei servizi?

Seguiamo la spiegazione tecnica che danno gli economisti hallesisti , Silvio Fiorenzani e Francesco Geraci in “Basta con le Inflazioni e le deflazioni” a pag. 6 : “ il denaro può essere sostituito dal credito ( in questo caso da credito di speculazione) che in tempi di inflazione è assai facile trovare, perché tutti guadagnano; secondariamente – ed è questo il fatto più importante – aumenta vertiginosamente la velocità di circolazione . Infatti, la maggior parte di coloro che hanno venduto si ricoprono subito con gli stessi acquisti: la moneta <brucia>, e tutti se ne disfano rapidamente.

L’aumento della velocità di circolazione è perfettamente corrispondente ad un enorme aumento della quantità di moneta”. Allora abbiamo individuato due importanti fattori dell’inflazione (= aumento dei prezzi di beni e servizi): LA VELOCITA DI CIRCOLAZIONE DELLA MONETA e LA QUANTITA’ DI MONETA PRESENTE IN QUEL CICLO CONGIUNTURALE. E’ QUESTA LA CAUSA PRIMA DELL’INFLAZIONE E DELLA CONSEGUENTE DEFLAZIONE

 

Andiamo ora a vedere in queste condizioni cosa accade alla PRODUZIONE, ovvero all’IMPRESA.

Se da un lato, essa vede aprirsi utili sbocchi alla vendita dei suoi prodotti, dall’altro vede rarefarsi o sparire le materie prime necessarie alla produzione, in quanto vengono accaparrate dagli speculatori. Da qui la scarsità, e perciò – per effetto della legge della domanda e dell’offertaaumenta il costo delle materie prime. A tale aumento segue il conseguente aumento del costo del lavoro. Iniziano così le agitazioni sindacali e gli scioperi dei lavoratori, per ottenere aumenti salariali e compensare( illusoriamente!) l’aumento dei prezzi ( = l’inflazione). Assistiamo, perciò, alla ricorsa dei salari sui prezzi ( ovvero sull’inflazione).

Ma non è finita, perché il risparmio ( il liquido-moneta) non risulta più conveniente che venga investito nei capitali, trovando “più comodo, rapido e redditizio, investirlo nella speculazione. Ed infine, l’incertezza dei costi spinge l’imprenditore a cautelarsi, aumentando ( se può e se non c’è alcun controllo!), e in modo spropositato, la “poca produzione che riesce a realizzare”. Così anche lui contribuisce ad aggravare il male dell’inflazione, elevandola a limiti insopportabili.

 

LA DEFLAZIONE

Il contrario avviene con la DEFLAZIONE ( cioè una generale discesa dei prezzi ). Anche in questo caso, come nell’inflazione, l’egoismo umano domina gli animi e spinge una gran parte di gente a vendere, mentre nessuno vuole comperare. Persino la gente comune rimanda più che può gli acquisti, in attesa di ulteriori ribassi. I ribassi, poi, provocano fallimenti e svendite .. e perciò, ulteriori ribassi dei prezzi: Il denaro sembra essere sparito dalle tasche di tante e tante persone. Come mai questa situazione? Da che dipende?

Fermo restando che la quantità di moneta in circolazione non è diminuita, ciò che è calata e la sua velocità di circolazione ( forte rallentamento), per cui il volume monetario si è ridotto.

Anche il credito cessa di sostenere la moneta, e le banche si fanno molto caute e restringono o annullano i fidi ( crediti commerciali) precedentemente concessi ai loro clienti.

 

Quale effetto ha tutto ciò sulla produzione e sull’impresa? E pertanto su salari, stipendi e pensioni? E di conseguenza sul consumo in generale?

 

La risposta è scontata. Un disastro! La tendenza al ribasso dei prezzi, spesso al di sotto dei costi (pur di vendere e incassare moneta), impone subito una riduzione della produzione nei vari rami produttivi e poi, dilagando la recessione e investendo ogni plaga o regione, si vengono a determinare una serie di effetti negativi su ogni categoria sociale ; effetti che riguardano:

la compressione dei salari, il licenziamento di operai o il ricorso alla cassa integrazione (nei Paesi dove questa esiste), diminuzione delle spese generali di aziende, famiglie e Stato ( vedi, in quest’ultimo, i tagli alle “uscite” e la riduzione agli “sprechi”), chiusura di esercizi commerciali, spietata concorrenza fra le varie aziende… una vera “giungla”, con tutte le insidie possibili e immaginabili! Ed un “rompicapo”… un vero rebus, per persone, famiglie e governi!

 

In presenza di tutti questi fattori negativi che investono l’intera economia di ogni nazione, in periodi di forte depressione economica qual è quella attuale del primo decennio del Duemila, come si può sperare che la gente possa investire il proprio denaro in titoli di Stato, in obbligazioni, in azioni in Borsa ( vedi le gravi oscillazioni di questo periodo di crisi mondiale) o semplicemente portare altro denaro nel proprio conto corrente in banca?

E se si viene a rallentare sensibilmente la corrente del denaro da depositare nelle banche, come si può allegramente pensare che le banche concedano prestiti agli imprenditori per i loro investimenti produttivi o semplicemente per far fronte alle proprie esigenze organizzative e aziendali ( pagare i fornitori di materie prime, distribuire i salari ai propri operai e stipendi ai propri impiegati, versare i contributi spettanti all’erario, assolvere alle loro scadenze bancarie, ecc. ecc.)?

 

Ecco allora nascere e accrescersi l’insofferenza della popolazione e le continue rivendicazioni dei sindacati nelle piazze con maree di dimostranti che reclamano l’intervento dello Stato, con provvedimenti urgenti di sgravi fiscali alle imprese, con detassazione di salari, stipendi e pensioni. E lo Stato non sa dove trovare i soldi necessari a tamponare le falle e le voragini che si presentano in ogni settore della vita sociale e produttiva, senza dover scontentare questa o quella categoria.

Tagli di spesa ai servizi, alla scuola, alla sanità, all’università… e giù… contestazioni e agitazioni di piazza… e tafferugli e scontri con le forze dell’ordine… guerriglie urbane contro bande di scalmanati….E via di questo passo.! E le forze politiche di opposizione al governo strumentalizzano ad arte tale forte disagio della popolazione. Così il disordine sociale dilaga e sembra inarrestabile!

 

Esiste una soluzione che riporti serenità alla gente e fiducia nel domani?

Gli interventi dello Stato possono attenuare queste sofferenze, ma sono dei palliativi che non guariscono definitivamente “ il malato”, che fuor di metafora, è contrassegnato dal sistema economico vigente. Che fare allora?

Occorrerebbe inserire dei correttivi economici, finanziari e giuridici in grado di rettificare i vari e molteplici meccanismi che presiedono allA VITA ASSOCIATA DI UNA NAZIONE, E IN PARTICOLARE, ALL’ECONOMIA

E’ NECESSARIO ALLORA che venga creato un particolare dispositivo, regolatore del MERCATO. Invitiamo pertanto il lettore a passare al paragrafo 4 della presente trattazione.