Cultura
& Società – L’
Opinione del sociologo*
L’Europa come società
multiculturale
1^ Puntata
Con le massicce ondate di immigrazione che
hanno caratterizzato i Paesi dell’Europa occidentale, ed in particolare l’Italia
rivierasca del Sud, con l’insediamento di colonie di immigrati nell’industria, nell’artigianato, nel
commercio e soprattutto in agricoltura, si è
venuta a determinare nei territori interessati, in particolare al Nord
d’Italia e in altre Regioni europee come la Francia e la Germania, una
diversificazione di popolazioni con culture differenti, ossia costumi di vita e modi di pensare eterogenei fra loro, compresi i
differenti credi religiosi, in particolare l’islamismo, oltre che il buddismo o
altri credi.
E’ questa la società
multiculturale, che sta modificando il tessuto sociale precedente, creando
nuove problematiche, sia in termini di ricerca occupazionale e sia in termini
di fruizione di servizi, come abitazioni, scuole, ospedali, trasporti, sicurezza,
e così via. E con esse, anche problematiche riguardanti la malavita, come:
aumento di prostituzione, spaccio di droga, furti, scippi e rapine, in
particolare, in banche, gioiellerie, tabaccherie e pompe di benzina.
Particolarmente in Italia cresce così
l’insicurezza sociale e familiare dei cittadini, creando in essi risentimenti e ritorsioni contro tutto ciò che rappresenta “lo straniero”.
La presenza, pertanto, di modi di vivere e di pensare fra
popolazioni di stirpi diverse, unitamente a tutta una
serie di problematiche negative su menzionate, fa scaturire l’esigenza di rifondare su
nuove basi il nostro rapportarsi agli altri, ai nostri simili, siano essi
italiani o musulmani, ebrei, russi o cinesi e così via
C’è la necessità, cioè, di rivedere la nostra cultura e la nostra
formazione intellettuale di occidentali, rapportandola a quella di altre
culture e di altre formazioni, come quelle arabe, egiziane, nigeriane, con
particolare attenzione a quella islamica. E’
il processo di integrazione culturale che deve essere avviato, al fine di
garantire a tutte le comunità stanziate in uno stesso territorio, una civile
convivenza ed una sicurezza sociale soddisfacente, oltre che un’occupazione
stabile e il rispetto dei diritti umani fondamentali sanciti nella Dichiarazione dell’Uomo
dall’Assemblea Generale dell’ONU del 10 dicembre 1948.
Se non si avvia tale processo di integrazione europea, si corre il pericolo dello scontro frontale
fra opposte concezioni di vita, con manifestazioni di razzismo e di rischio di
“pulizia etnica” d’ambo le parti, oltre che fra diversi credi religiosi, tra
cui la grave minaccia per il Vaticano e per l’Europa intera dell’islamismo di
matrice fondamentalista, che propugna la Jihad, “la guerra santa” all’infedele
occidentale.
Ma per fronteggiare efficacemente tutto ciò, è necessario rimuovere
il tipo di cultura dominante, presente in moltissimi strati della popolazione
di ogni continente, quella che nel mio saggio, ho definito come cultura mono-dimensionale, ossia una forma mentis e un modo di ragionare caratterizzate dalla chiusura verso altri
modi di pensare e di ragionare, “punti di vista” chiusi, assolutisti, settari e
intolleranti, che io chiamo “basi di relatività”, strutture logico-concettuali
valide per comprendere le proprie “verità”.
Il superamento di tale tipo
di cultura o modo di pensare monodimensionale
è la condizione necessaria per poter entrare in altre dimensioni del pensiero e del sentire umano, caratterizzate queste
dalla cultura multidimensionale.
Qual è, allora, la funzione
di questo nuovo modello, ovvero quello della
cultura multi-dimensionale?
La funzione di tale tipo di
cultura è quella di far prendere
coscienza a ciascuno di noi ( e, in particolare appartenente ad ogni
nazionalità, religione e lingua) di
essere “cittadino del mondo”, oltre a quella di conservare le proprie radici e la propria identità di
cittadino della propria nazione.
Ne va della pace mondiale fra
individui, famiglie, popoli e nazioni della Terra.
Giuseppe Giglio www.giuseppegiglio.com
Per
ulteriori approfondimenti sull’argomento sulle “Basi di relatività” del
Pensiero umano e sulla necessità di consolidare il processo di integrazione
europea, si può consultare il libro “ Dov’è la verità?
– Le grandi sfide del Terzo Millennio “ Edizione 2006 –
Latina. In particolare , i Capitoli
II, III e IV (da pag. 60 a pag. 92).