Commenti e opinioni a confronto
a cura di Giuseppe Giglio - sociologo
giugiglio@virgilio.it
Disuguaglianza economico-sociale e terrorismo politico
i due grandi ostacoli alla pace mondiale
Siamo entrati nel Terzo Millennio in un sistema di vita chiamato “globalizzazione” che investe ogni livello, da quello economico-sociale a quello politico-culturale sino a quello religioso e a quello, purtroppo, militare, con numerose guerre sparse in ogni continente, compresa la nostra Europa ( vedi conflitto in Uzbekistan).
Così si parla spesso di pace nei discorsi dei capi di governo e si finisce per fare le guerre! Come mai? Quale ne è il motivo profondo?
Personalmente, credo che le intenzioni di chi dirige i destini delle nazioni siano quelle del mantenimento dello statu quo, ossia la perpetuazione della disparità del tenore di vita esistente fra i cosiddetti “ Paesi ricchi e opulenti” e “ Paesi poveri e affamati”, ovvero il Nord e il Sud del mondo. Ma come in fisica ad una azione esiste un’altra contraria , così all’azione dello statu quo si contrappone inevitabilmente una forza contraria ( la reazione), che in politica acquista la sembianza del terrorismo di matrice islamica fondamentalista ( che si sostituisce, pertanto, alla violenza del comunismo del secolo passato). Così, se diamo uno sguardo retrospettivo agli avvenimenti degli ultimi cinquant’anni e a quelli recentissimi, i discorsi di pace nei luoghi “caldi” del Medio Oriente (Israele, Palestina, e ora Iraq ) e quelli in Africa ( Sudan, Etiopia, Somalia ) o in Afganistan, Cecenia, Ucraina e ora Uzbehistan, si sono trasformati in conflitti armati, con inaudita violenza sanguinaria e con molte vittime civili innocenti. Perché tutto ciò? Perché la pace nei Paesi altamente industrializzati dell’occidente ( Europa e Stati Uniti d’America) è costantemente minacciata da attentati terroristici ( dal crollo delle Torri gemelle dell’11 settembre 2001 alle stragi in Spagna, in Egitto, in Arabia Saudita e a tante altre zone del pianeta) ? Perché ogni tanto sorge “un Bin Laden” a turbare i sonni della ricca società occidentale ?
Diverse possono essere le spiegazioni e ciascuna dipende dalla propria ”base di relatività”. Quella chi io sostengo è che esiste una forte disuguaglianza economica mondiale, determinata in primis dalla ineguale distribuzione della ricchezza totale prodotta dal lavoro dell’uomo, innestata questa nella voracità del colonialismo di vecchio e nuovo stampo. E ciò è dovuto all’egoismo e alla bramosia del potere economico e finanziario degli eterni gruppi dominanti della società umana.
L’ingiustizia economica genera ingiustizia sociale e questa è madre del terrorismo politico e di ogni possibile e virulenta rivendicazione delle masse.
Urge pertanto un governo, non di questo o di quel singolo stato egemone, ma un governo mondiale su vera base democratica e federale ( diverso perciò dall’attuale O.N.U , attualmente squilibrato nella sua composizione). Un governo mondiale, pertanto, che sia in grado di “ monitorare” sia l’economia globale che la politica internazionale di tutti gli Stati della Terra, perseguendo non soltanto il tornaconto del centro di potere più forte, ma anche quello dei meno forti, secondo il criterio di una più equa giustizia distributiva del reddito prodotto dal lavoro dell’uomo, nel rispetto di regole democratiche condivise da tutti: lavoratori, imprese, sindacati, organizzazioni e nazioni di ogni parte del mondo.
Si attuerebbe così “la universale destinazione dei Beni della Terra” espressa
nell’enciclica di papa Wojtyla.