Il territorio e le sue esigenze

Quali elementi occorre considerare quando vi si interviene con grandi opere pubbliche

La grande manifestazione svoltasi a Latina sabato 28 febbraio u.s., allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni sulle problematiche connesse alla ipotizzata realizzazione del cosiddetto “ Corridoio Tirrenico Meridionale” ( ovvero autostrada Fiumicino- Formia) e il cui progetto è stato redatto dalla società Arcea S.p.A., ci spinge ad una considerazione di non poco conto sul ciò che è il Territorio con le sue esigenze vitali.E veniamo al nocciolo della questione. Quando si progettano interventi di largo respiro su un’area territoriale di vaste proporzioni occorre tenere in grande considerazione il tipo di stanziamento antropologico della popolazione ( sue specifiche occupazioni, tradizioni culturali, potenzialità di sviluppo economico e così via), oltre alla natura del terreno sia in superficie che nel sottosuolo ( aspetti orografici, idrografici e geologici ), che in altri termini, significa impatto ambientale. Ora andiamo ad elencare gli elementi di questo quadro concettuale. Il tracciato di questa nuova costruenda autostrada taglia e pregiudica vaste superfici adibite ad agricoltura, non di terzo mondo, ma altamente qualificata per il prodotto made in Italy, impegnando in loco ben quattromila e cinquecento aziende agricole. Cosicché il tracciato autostradale comprometterebbe irrimediabilmente – anche secondo una lunga nota della Coldiretti provinciale di Latina inviata al Prefetto dr. Salvatore La Rosa – la forte vocazione agricola, “danneggiando tutte le produzioni, da quelle ortofrutticole, ai seminativi, alle colture per la trasformazione industriale, a quelle zootecniche, al floro-vivaismo” e, in particolare, “le principali tipicità riconosciute anche con i marchi dell’Unione Europea ( i vini, la mozzarella di bufala, il fior di latte, i Kiwi, ecc )”. Di conseguenza, le numerosissime aziende agricole dell’area prossima al tracciato autostradale “saranno impossibilizzate alla coltivazione di prodotti con le caratteristiche igienico-sanitarie e di qualità rigorosamente richieste dai centri di commercializzazione e di distribuzione, con una forte ricaduta negativa per lo sviluppo e il potenziamento della filiera agro-alimentare del territorio”. Per non parlare dei gravi rischi ambientali nel perforare le montagne per costruire eventuali gallerie o nell’attivare grossi lavori di sbancamento e di perforazione del terreno, andando a inquinare sorgenti e falde acquifere e mettendo così a rischio decine di migliaia di utenze idriche relative alle zone collinari interessate, oltre a vari Comuni come Gaeta e Formia. E che ne sarebbe delle Riserve Naturali Statali esistenti e dei numerosi siti archeologici attraversati dalla nuova autostrada con i suoi viadotti, svincoli, caselli e aree di servizio, senza dimenticare l’ulteriore danno derivante da inquinamento atmosferico e da quello acustico? Ecco, dunque, che un intervento sul territorio, specialmente se di grandi proporzioni rischia di creare un vero terremoto, oltre che nell’economia locale ( tipo di produzione e risorse ambientali specifiche ), anche nel costume, nelle tradizioni e nello stile di vita dei suoi abitanti.

Giuseppe Giglio (*)
www.giuseppegiglio.com

(*)Direttore di LatinaFlash


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