Commenti e opinioni a confronto
a cura di Giuseppe Giglio - sociologo
giugiglio@virgilio.it
Vertice G8 in Scozia
L’Africa con i suoi problemi di povertà e sottosviluppo. I cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico
Due grandi problematiche hanno caratterizzano l’Agenda del summit degli otto Grandi del pianeta (G8) svoltosi a Gleneagles in Scozia ai primi di luglio u.s.: gli aiuti ai Paesi africani e le politiche per lo sviluppo, da una parte, unitamente ai cambiamenti climatici e all’inquinamento dell’atmosfera, dall’altra.
Per quanto riguarda quest’ultima questione, gli Stati Uniti, che non hanno ratificato il protocollo di Kyoto ( insieme agli Stati emergenti come Cina e India), non sono favorevoli a tale riduzione forzata, in quanto la sua accettazione significherebbe un rallentamento della produzione interna dei propri Paesi e un danno economico per le proprie industrie. Prospettano, perciò, la soluzione di una ricerca tecnologica più avanzata in grado di ridurre le emissioni dei gas inquinanti (diossido di carbonio, in particolare) che contribuiscono all’effetto serra. D’altro canto, i Paesi in rapido sviluppo come Cina, India, Sudafrica, Messico e Brasile ( che hanno, pertanto, bisogno di sempre più crescenti quantità di energia per soddisfare la loro crescita industriale) richiedono finanziamenti con cui realizzare centrali elettriche ad alta resa e a basso inquinamento, regolarizzando perciò le questioni legate ai brevetti che bloccano il trasferimento di tecnologia energetiche dal Nord al Sud del mondo.
La lotta alla povertà nel mondo, invece, sembra essere stata fermamente decisa dalle grandi Potenze, nonostante il grave attentato terroristico avvenuto a Londra con vittime innocenti, lutti e devastazioni. Non è mancato, come di consueto in occasione di questo grande evento internazionale, la contestazione nella prima giornata di apertura da parte dei no-global, i manifestanti contrari al processo di globalizzazione del mercato mondiale.
Ma ciò che ha costituito un grave handicap del vertice del G8 è l’incertezza del futuro dell’Europa e di quale strada intraprendere per risolvere i problemi dello sviluppo. Non si può pensare che ciascun Paese da solo possa farcela. Occorre la cooperazione fra tutti gli Stati membri e un governo europeo unitario e forte, in grado di gestire i problemi scaturenti dalla concorrenza con i Paesi emergenti dell’Asia e dell’America Latina, in particolare Cina, India e Brasile e Messico.
Ritornando al problema di come combattere la povertà dell’Africa, bisogna riconoscere che il problema principale è come riuscire ad alleviare significativamente le tristi condizioni di squilibrio commerciale dei Paesi poveri dell’Africa, anche in termini di aiuti finanziari che sono scarsi e insufficienti, se si pensa ad esempio che il flusso netto di risorse destinato ai suoi 700 milioni di abitanti è circa un quinto di quanto gli Stati Uniti spendono ogni anno in Iraq. Una concreta soluzione alla stagnazione e al sottosviluppo di quei Paesi resta quello della integrazione commerciale internazionale, eliminando i sussidi che risultano inefficaci e aprendo, invece, i mercati dei Paesi occidentali alle loro produzioni ed esportazioni. Gli aiuti alimentari, infatti, risultano inefficaci a combattere la fame e la carestia presenti in molte aree dell’Africa. Bisogna, invece, stabilire regole commerciali più eque e più giuste, in grado di permettere ai contadini locali di uscire dalla povertà e dal sottosviluppo. Occorre, cioè, dare a questi Paesi africani, martoriati, tra l’altro, da governi locali corrotti e da lotte tribali senza fine, gli strumenti idonei a produrre ricchezza e non sovvenzioni che spesse volte vanno a finire nelle maglie voraci di dittatori di turno senza scrupoli. Inoltre c’è da aggiungere che senza una Europa unitaria e coesa con tutti i suoi Stati-membri , unitamente alla ferma volontà degli Stati Uniti d’America, difficilmente il vertice del G8, presente e futuro, riuscirà a fronteggiare le grandi sfide mondiali, come la globalizzazione dell’economia , la fame nel mondo e l’eliminazione delle guerre in ogni continente.
Giuseppe Giglio