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Cap. 1 La salute, la felicità e la longevità non si possono comprare al supermercato. Il numero delle persone nel mondo che desidera star bene in salute e di vivere il più a lungo possibile, ricercando al contempo la felicità e il benessere materiale, è immenso. Forse anche per voi che state leggendo è così ! Ma occorre tener presente che salute, felicità e lunga vita non si possono comprare o vendere in un negozio , come si fa con il pane, le scarpe o un vestito. No, salute, felicità e lunga vita sono il risultato di una esistenza ben ordinata e in stretta armonia con le leggi della Vita, ossia con quelle dettate da Madre-Natura ( per i credenti, equivale all’Ente Supremo o Dio). Infatti, noi non possiamo conoscere la vera felicità aspettando che ci venga consegnata da qualcuno. E la vera salute duratura non si ottiene con le iniezioni, i farmaci e la chirurgia, in quanto questi sono dei rimedi momentanei per tamponare la nostra vita sregolata. Come pure la longevità e le aspettative di una vita lunga non sono frutto del caso o del destino, ma sono il risultato costante di un modo di vivere relazionato alle leggi della Natura, che sono eterne. |
Cap. 4 Conoscere le regole che governano il processo digestivo. * Mangiare oltre le nostre possibilità digestive significa preparare il terreno ideale per la fermentazione e la putrefazione batterica negli intestini; * Limitare l’uso di sostanze cotte o unirle nello stesso pasto con quelle crude come le insalate (lattuga, carote, finocchi, sedano ecc). Le sostanze cotte, tra l’altro, favoriscono i disturbi gastrointestinali; * Rispettare la giusta proporzione dei liquidi del corpo ( alcali e acidi nella proporzione di 80 a 20) Pertanto abbondare in cibi alcalinizzanti ( che sono verdura e frutta) e ridurre o diminuire cibi acidificanti ( dalla carne al pesce, dal pane alla pasta e ai cereali fino allo zucchero raffinato, alle uova e ai formaggi, ecc.). In caso contrario, poiché il corpo non sopporta alcun acido libero nel corpo, se non nello stomaco durante la digestione ( leggi : acido cloridrico e pepsina), saranno i minerali di base ( sodio, calcio, magnesio e potassio) ad essere utilizzati per regolare il livello di alcalinità. Da qui, a lungo andare una progressiva diminuzione delle riserve che l’organismo accumula particolarmente nello scheletro e nelle ossa, compresi i denti.. La conseguenza sono i vari disturbi, dall’artrite all’osteoporosi, compresa la carie dei denti. * Evitare l’indigestione ( o cattiva digestione ) significa permettere alle sostanze, che noi ingeriamo nei pasti e che ci dovrebbero fornire nutrimento, di fermentare ( amidi e zuccheri) e di putrefare (proteine), allorché il cibo ( non perfettamente digerito ) viene attaccato dalla flora intestinale (costituita da miliardi di microbi di 420 specie diverse fra loro). Come conseguenza di ciò si hanno emissioni maleodoranti, stomaco in disordine, acidità, abbondanti eruttazioni e alito cattivo; * Non immettere nello stesso pasto sostanze che richiedano tempi digestivi diversi, come la frutta e gli amidi o le proteine contemporaneamente. La frutta, infatti, attraversa lo stomaco solo di passaggio, perché la sua digestione avviene nell’intestino tenue, dopo circa mezz’ora dall’ingestione della medesima, Se essa è costretta a sostare a lungo, essendo presente nello stomaco insieme alle proteine o ai carboidrati ( che richiedono un tempo digestivo maggiore della frutta stessa), allora si verifica la fermentazione degli zuccheri , con tutti i disturbi su descritti. * La corretta digestione è regolata non da quello che “ ci sembra buono, dolce e gustoso”( anche se così deve essere il cibo che mangiamo, perché esso deve essere un piacere per i nostri sensi e per la nostra mente, ma facendo però attenzione alle regole della buona digestione), ma da quello che è fisiologicamente e chimicamente “ buono”, ossia funzionale al processo digestivo. |
Cap. 9 Si può continuare a vivere, e per quanto tempo senza nutrirsi Prima di rispondere a tale curiosa domanda, bisogna sapere che la Natura ha provveduto a tutti i bisogni del nostro corpo, creando delle scorte di cibo. Riserve di materiali nutritivi, infatti, sono messi da parte sotto forma di grasso, midollo osseo, glicogeno, estratti muscolari, latte, minerali e vitamine. Il corpo in buona salute, possiede immagazzinata una scorta nutritiva sufficiente per giorni, settimane e anche per mesi di mancanza di cibo. Basti pensare ai casi emblematici accaduti in seguito a incidenti aerei con i dispersi che sono sopravvissuti in mancanza di nutrimento ( evidentemente con dei limiti di tempo, oltre ai quali sopraggiunge la morte). Oppure in caso di carestie, alluvioni o siccità, in cui il cibo scarseggia o manca del tutto. Si pensi anche agli animali erbivori o carnivori che riescono a sopravvivere anche in assenza di nutrimento, come cani randagi o lupi solitari, scheletriti dalla fame. Oppure agli animali in letargo come l’orso femmina che, pur non consumando cibo per lunghi periodi di tempo, riesce a partorire il suo cucciolo e a secernere il latte per alimentarlo. O anche al salmone a digiuno o ai maschi di foca che sono molto attivi sessualmente durante il periodo di astinenza dal cibo. Tutti questi esempi ci inducono a pensare che il nostro corpo, anche senza mangiare, possiede mezzi propri di riserve di nutrimento necessari a soddisfare i propri bisogni energetici. E’ certo che non si può vivere a lungo senza nutrimento. Ma la domanda che ci dobbiamo porre è : “come fa il nostro corpo a sopravvivere per un periodo di tempo limitato senza ingerire nutrimento, se non la sola acqua , quest’ultima indispensabile al fine di evitare il rischio della disidratazione ?” |
Cap. 10 Come fa il corpo a sopravvivere in mancanza di cibo ? In mancanza di nutrimento, sia gli uomini che gli animali devono respirare e il cuore deve continuare a battere. Il sangue, poi, deve continuare a scorrere nelle vene e nei capillari, e gli organi escretori ( reni, intestini, fegato, pelle ecc.) devono continuare il loro lavoro di liberare i tessuti dalle sostanze di scarto del metabolismo cellulare. In definitiva, le funzioni vitali devono essere portate avanti ugualmente, anche se con velocità ridotta., poiché le cellule devono essere rifornite di nutrienti e le ferite devono rimarginarsi. Abbiamo su riferito che nel nostro corpo vi sono immagazzinate, in particolar modo nel sangue, nella linfa, nelle scheletro e nelle ossa ( specialmente nel midollo osseo) e persino nelle singole cellule, delle riserve di proteine, di grassi, di zuccheri, di minerali e vitamine da utilizzare nei momenti di scarsità o di mancanza di cibo ( la Natura è stata previdente in ciò!) In caso di prolungata assunzione di cibo, il corpo nutre i suoi tessuti vitali e compie le sue funzioni essenziali( respirare, pulsare del cuore, urinare, evacuare,ecc.) utilizzando le sue riserve. Come ciò può avvenire? Senza assunzione di cibo, come è possibile sopravvivere e come sono possibili le funzioni costruttive della vita? E’ chiaro che il digiuno non vuol significare ” lasciar morire di fame un individuo”. Il digiuno deve essere intenso nel senso terapeutico e senza l’esclusione dell’acqua.. Inoltre, il digiuno deve essere condotto in maniera intelligente e sotto la direzione di un medico esperto in materia, oltre che essere svolto in centri specializzati al caso, adottando perciò le necessarie precauzioni e il buon senso. |
Cap. 13 La tossiemia, causa primaria di ogni malattia. Secondo lo studio e le ricerche del dott. Tilden, un medico vissuto nel XIX secolo e divenuto un pioniere dell’Igienismo, la TOSSIEMIA è la causa primaria di ogni malattia. Essa è un prodotto naturale del corpo (= metabolismo cellulare, scorie cellulari, tossine , metaboliti). Diviene tossica quando si accumula talmente tanto da oltrepassare il livello di tolleranza individuale ( che varia da persona a persona). Pertanto, la diminuzione dell’eliminazione di prodotti tossici e di rifiuto dell’organismo genera una “crisi eliminativa” che noi chiamiamo “ malattia”. Questa condizione di alto livello di tossine, che supera il limite di tollerabilità individuale del corpo, rappresenta “il terreno”favorevole per lo svilupparsi di batteri, microbi e virus, e senza del quale i microbi e i virus non hanno la capacità di proliferarsi , e quindi alle malattie di manifestarsi. La tossiemia è il risultato degli scarti cellulari ( = tossiemia endogena) provenienti dalla decomposizione degli alimenti non digeriti ( causati da fermentazione degli zuccheri e da putrefazione delle proteine), oltre che dall’azione di natura esterna (= tossiemia esogena) dovuta a farmaci, vaccini, sieri, prodotti chimici, coloranti, insetticidi e pesticidi, ecc. Pertanto senza una elevata tossiemia, noi non svilupperemo alcuna malattia. I microbi e i virus che pur esistono e che sono sempre presenti nell’aria che respiriamo non si sviluppano oltre misura nel nostro corpo. Ma se il nostro” terreno “ è fertile ( ossia è saturo di scorie metaboliche o tossine), allora essi si sviluppano rapidamente e determinano ciò che noi chiamiamo “malattie” (dall’influenza, alla tonsillite, polmonite, colite, ulcera fino all’AIDS, ai tumori e cancri). |
Cap. 15 L’energia vitale, fonte di benessere del nostro corpo. Ogni organo del nostro corpo – e quindi ogni cellula – per funzionare adeguatamente ha bisogno di una determinata quantità di energia. Questa viene veicolata attraverso il nostro sistema nervoso. E’questa “la corrente elettrica” che manda gli impulsi ad ogni parte del nostro organismo per svolgere qualsiasi attività, da quella fisiologica a quella prettamente umana e sociale ( vedi similitudine con il funzionamento del computer che per funzionare ha bisogno dell’elettricità). Questa energia è fluttuante : si produce e si consuma; ora si alza e ora si abbassa. Inoltre, cambia di giorno in giorno e secondo il tempo e le stagioni o secondo i nostri comportamenti e le nostre azioni-reazioni. Ma quanto deve essere questa energia per permettere al nostro fisico di star bene ? E’ difficile dare una risposta precisa per ogni singola persona, perché occorre rapportarla al suo stile di vita, alla sua attività lavorativa, al tempo dedicato al divertimento e alla quantità e qualità del cibo ingerito. E sì, perché non crediate che per permettere qualsiasi attività, sia esterna che interna al corpo stesso, e quindi anche al processo digestivo non ci voglia una carica di energia, oltre che di una sua riserva! Si reputa, pertanto, che la quantità normale di energia giornaliera disponibile sia quella che permette al corpo di funzionare col minimo logorio. E , se rapportiamo l’energia alle calorie prodotte dal cibo consumato nei tre pasti fondamentali della giornata, possiamo stabilire in 2.500 calorie quelle necessarie per un uomo e 2000 per una donna. E sottinteso che tale soglia è minore se si svolge una vita molto sedentaria. |
Cap. 3 I nutrienti essenziali per una buona salute. La nutrizione è un processo mediante il quale i vari nutrienti vengono estratti dagli alimenti che consumiamo ( digestione e assimilazione ) per soddisfare le esigenze energetiche e plastiche del nostro organismo. Quali sono i nutrienti essenziali? E’ necessario, pertanto, che i nutrienti essenziali ( proteine, carboidrati, lipidi, vitamine,sali minerali e acqua ) siano nelle giuste quantità e qualità, ossia quelle esattamente richieste dal proprio corpo ed entro i suoi limiti di tolleranza Se si eccede ( in eccesso o in difetto ) da questa regola che succede? Si rischia, a lungo andare, di incorrere in una malattia, e quindi di perdere la propria buona salute. Così se le calorie (= energie ) assunte mediamente durante il giorno sono eccedenti la quantità consigliata dalla scienza dell’alimentazione, si corre il rischio di essere in soprappeso e di affaticare il sistema circolatorio, oltre a incorrere in malattie degenerative, riducendo così le aspettative di una lunga vita. Un eccesso di proteine, ad esempio, è uno spreco biologico, oltre ad essere uno spreco economico, perché le proteine non utilizzate danno origine ad un accumulo di scorie tossiche che devono essere eliminate dal lavoro dei reni |
Cap. 5 Quando ricorrere agli integratori alimentari naturali ? Ecco perché, in caso di carenze di sostanze nutritive essenziali, occorre ricorrere ad integratori , specialmente di vitamine e sali minerali o di particolari lipidi e steroli. Quest’ultimi assicurano un corretto funzionamento delle membrane cellulari e una loro migliore funzionalità nell’assorbimento dei nutrienti provenienti dalla digestione, oltre che una migliore capacità di espulsione delle tossine dall’interno delle stesse cellule. La membrana cellulare per poter meglio funzionare, infatti, ha bisogno di lipidi e di steroli che le permettono di essere più permeabile all’entrata dei nutrienti e alla fuoriuscita delle scorie metaboliche ( = tossine) che, essendo dei veleni, devono poter essere espulse dal corpo attraverso gli organi escretori. Se ciò non avviene in modo soddisfacente per la funzionalità delle cellule, queste non possono lavorare nelle migliori condizioni e in modo ottimale,: per cui si corre il rischio di malattie, da quelle più semplici a quelle più gravi come tumore e cancro.. |
Cap. 6 Dieta convenzionale e dieta igienistica. - Il problema che dobbiamo risolvere consiste nel ricercare un metodo di vita che, a livello alimentare, ci possa assicurare il massimo della nutrizione (= ottimizzazione dei nutrienti metabolizzati), al fine di garantire una migliore salute e di poter vivere serenamente il più a lungo possibile(= longevità), rallentando così ,per quanto è possibile, il processo di invecchiamento delle cellule del nostro corpo. La prima obiezione che possiamo imputare alla dieta convenzionale riguardano il fatto che la qualità del cibo è poco rispondente alla fisiologia del corpo umano, creando a lungo andare scorie metaboliche e disturbi vari che prendono il nome di cattiva digestione: bruciori di stomaco, gorgoglii strani negli intestini, emissioni maleodoranti, alito cattivo, e così via. L’indigestione cronica, poi, contribuisce con i suoi prodotti tossici a provocare una lunga lista di patologie che vanno dal mal di testa e mal di schiena, ai raffreddori frequenti e alle ripetute influenze, fino , nei casi più gravi, all’artrite, all’osteoporosi, alla polmonite e ai tumori e cancri. |
Cap. 14 Le proprietà dei cibi crudi. Nel regime alimentare tradizionale si è soliti cuocere i cibi per diversi motivi e, in particolare, per renderli più digeribili, in quanto con la cottura vengono scisse le catene molecolari più complesse. Inoltre, con la cottura i cibi si liberano dell’eventuale presenza di germi, batteri e virus dannosi , e vengono esaltati gli aromi e i sapori, oltre che li si rendono più appetibili. Ma qual è il costo che si deve pagare con la cottura dei cibi? Il costo della cottura consiste nella perdita sostanziale del valore nutritivo dei cibi Infatti, sottoponendo i cibi a un calore superiori a 40/45 ° C., si ha una perdita crescente di enzimi (fermenti che svolgono reazioni chimiche in grado di rendere utilizzabili gli alimenti ingeriti) e di vitamine, mentre i sali minerali diventano inattivi per il nostro organismo. Inoltre, a una temperatura di 100° C. le proteine perdono gran parte degli aminoacidi essenziali quali la lisina, il triptofano, la metionina, ecc. e i grassi vegetali alterano la vitamina F, facendo vanificare la sua capacità di azione antisclerotica, antagonista del colesterolo e dei trigliceridi. Per di più gli aromi e i sapori si volatizzano. Per non parlare delle sostanze idrosolubili che vanno perdute nelle acque di cotture ( vitamine idrosolubili e minerali, comprese le proteine solubili e gli zuccheri semplici). |
Cap. 17 Le combinazioni alimentari. La digestione avviene mediante l’attivazione dei succhi digestivi ( gastrici e intestinali) sotto l’azione degli enzimi o fermenti. Per avere una digestione fisiologica corretta sarebbe opportuno non associare nello stesso pasto alimenti che presentano esigenze digestive differenti. Mangiando ad esempio carne dopo la pasta, si può verificare in uno stomaco delicato e sofferente una interferenza fra due enzimi diversi che devono soddisfare due esigenze digestive diverse : la ptilialina alcalina ( la pasta ) e la pepsina acida ( la carne). Da qui, il probabile verificarsi della indigestione con tutte le sue conseguenze fastidiose e a lungo andare pericolose per la salute del corpo e per il raggiungimento della propria la longevità. Per comprendere questo concetto occorre conoscere il principio dell’equilibrio acido-basico Abbiamo in precedenza riferito che i liquidi del corpo sono in proporzione di 80 alcali e 20 acidi. Per rispettare tale proporzione occorre che le sostanze alcalinizzanti ( frutta e verdura ) siano predominanti su quelle acidificanti ( dalla carne ai salumi e al pesce, dal latte alle uova e ai formaggi, compresa la pasta e il pane e tutti i cibi altamente proteici ). Pertanto nei nostri pasti principali ( colazione, pranzo e cena) sarebbe consigliabile rispettare quanto più possibile tale principio dietetico, al fine di evitare i vari disturbi digestivi che immancabilmente si verificano ( acidità di stomaco, bruciori, eruttazioni, meteorismi, dolori ecc) allorché deroghiamo da esso. |